Le Fiere del Bue Grasso Piemontese 2018 a un mese di distanza

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Il 13 Dicembre a Carrù è andata in scena l’ultima delle storiche quattro Fiere del Bue Grasso Piemontese: Nizza Monferrato, Moncalvo, Montechiaro d’Acqui e Carrù. Ecco qualche riflessione, a un mese esatto di distanza.

 

Passata la festa, gabbato il Santo” è un’espressine popolare in voga nel Sud Italia per rimarcare l’abitudine di dimenticare subito il significato di una festa, ricordandone al più il solo aspetto edonistico.

In fatto di edonismo, in Piemonte avremmo ben ragione di dire “passata la fiera, mangiato il bue”, per lo meno in quell’area cuneese e monferrina dove le caselle più importanti del calendario dell’avvento sono occupate dalle sagre dedicate a questo autorevole esponente del Fassone di Razza Piemontese.

 

Passato il Natale, le nostre tavole escono dal torpore post festivo e riprendono quella quotidianità che non vede di buon occhio i piatti più sostanziosi. Ed è così che la carne di bue è la prima a essere rimossa dalla lista della spesa.

 

Bollito Bue Grasso Piemontese
Il Famoso Bollito di Bue Grasso Piemontese

Del resto quella del bue è una carne straordinaria e la stessa etimologia di questa espressione ci fa capire che non si addice a un pasto normale. La sapidità tipica della carne matura si accompagna a un’infiltrazione di grasso che assicura una piacevole tenerezza, a dispetto della sua età. Ma che, inevitabilmente, la rende particolarmente nutriente e poco adatta alla frugalità di tutti i giorni.

 

La doppia anima delle Fiere del Bue Grasso: svago popolare & lavoro contadino

 

Quanti Buoi Grassi Piemontesi Esistono?
Quiz della Pagina FB “Le Fiere del Bue Grasso Piemontese”

Se per i consumatori il bue rimane dunque un breve momento di svago, non altrettanto lo è per gli allevatori. Infatti, essi ottengono questo prodotto dopo almeno quattro anni di un lavoro fatto di costanza e di tenacia che solo la passione è in grado di ripagare. Se si guardasse solamente al tornaconto, per quanto cara possa essere questa carne, il produrla non è certamente un’attività speculativa.

 

L’esistenza stessa delle fiere del Bue grasso di Fassone di Razza Piemontese che nel corso del mese di dicembre si celebrano a Carrù, a Moncalvo, a Nizza Monferrato e a Montechiaro d’Acqui è la risposta alla necessità per questa nicchia produttiva di parlare di sé nel momento in cui il mercato è disposto a darle ascolto.

 

Riscoprire il valore delle proprie origini

Fino alla metà del secolo scorso, prima dell’arrivo dei trattori, in tutte le cascine c’era una coppia di buoi che veniva utilizzata come forza motrice. E quando se ne rendeva necessario il rinnovo, la loro rottamazione si traduceva nella messa al consumo della relativa carne, venduta a prezzi popolari alla stregua di un sottoprodotto.

 

La vita ci insegna come le cose si rivelino preziose nel momento in cui non ci sono più. E ci insegna inoltre anche che le cose più povere, ma più impegnative da realizzare, negli anni possono riscattare la propria fama proponendosi magari sotto altro nome. Com’è successo per il tortino di mais, che altro non è che un’umile polenta. O quello di castagna, che una volta si chiamava castagnaccio, venduto per strada a due soldi la fetta.

 

E dunque, forti di questa riflessione, rimandiamo al prossimo Natale i piaceri di un bollito di bue di Fassone di Razza Piemontese. Ma ricordiamoci che dietro quel piatto prelibato c’è una storia che resiste al logorio del tempo grazie ai suoi sostenitori. E i soli sostenitori siamo noi, che continuiamo ad apprezzarlo almeno una volta all’anno. Del resto, se ne volessimo di più non ce ne sarebbe per tutti.

 

Per non perdersi tutte le news sul mondo delle Fiere del Bue Grasso di Razza Piemontese, visitare il link https://www.facebook.com/FiereBueGrasso/

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