Il Fieno

Il fieno è fondamentale, soprattutto per la dieta alimentare dei ruminanti (primi fra tutti i bovini).Rimane un foraggio insostituibile e fintanto che ci saranno i bovini a mangiarlo potremo godere della vista dei prati.

Il procedimento di essicazione

L’essicazione è il procedimento più semplice e forse più antico per la conservazione dei cibi. Il primo alimento che viene in mente a questo proposito è probabilmente la frutta. Sotto Natale è facile vederne di tutti i tipi a riempire strabordanti cesti di vimini che passano di mano in mano.

Ma non esiste solo la frutta: si pensi allo stoccafisso, alle chiappe di pomodoro (così si chiamano…), alle erbe aromatiche, ai porcini, ai fiocchi di patate, per citarne una minima parte.

Varcando la soglia della cucina e guardando quello che succede in campagna il pensiero va senza indugio al fieno. Il quale, da sempre, costituisce la produzione foraggera più importante per l’allevamento dei ruminanti.

Fieno

Il principio di produzione

 

Fieno

Sebbene siano trascorsi dei secoli da quando si è iniziato a produrlo, il principio di base è rimasto sempre lo stesso. Si taglia l’erba e la si lascia sul posto a prendere il sole. Quando si è asciugata a sufficienza la si porta in cascina, nel fienile. In mezzo vi sono alcune operazioni indispensabili. Tra le quali la chiusura in andane a fine giornata e lo spandimento al mattino successivo quando il sole è già alto. Ma se si esclude l’introduzione delle macchine che lo confezionano in balle pressate, le operazioni sono sempre state queste, da sempre.

I metodi di meccanizzazione

Nel tempo le varie operazioni hanno trovato il supporto di macchinari sempre più efficienti. Questi hanno velocizzato il lavoro e permettono di ottenere un prodotto di qualità migliore. La falce a mano è stata soppiantata dalla barra falciante e questa dalla rotativa. Dal rastrello al ranghinatore, dalla pressa in ballette a quella in balloni cilindrici o prismatici. Ma c’è una cosa che non è mai cambiata e non cambierà mai: il consumatore di fieno. 

I ruminanti

FienoI ruminanti (primi fra tutti i bovini) hanno un apparato digerente che non può fare a meno di una quota di fibra vegetale grossolana, quale è quella apportata dal fieno, pena il blocco della ruminazione con le conseguenze, anche estreme, che ne deriverebbero.Per quanto abbiamo studiato la fisiologia di questi animali e per quanto abbiamo esplorato lo scibile zootecnico alla ricerca di una soluzione alternativa, siamo sempre ritornati al punto di partenza: il fieno.


Insilamento

In verità i soloni della scienza zootecnica qualcosa hanno inventato, trovando una valida soluzione per quelle situazioni, non così rare, in cui la fienagione non riesce a concludersi senza un acquazzone. Siamo così approdati all’insilamento, fasciando i balloni con una pellicola di plastica impermeabile. Per far sì che il prodotto, ancora un po’ umido, vada incontro a una leggera acidificazione che ne assicuri la conservabilità fino alla stagione successiva.
Dal punto di vista paesaggistico, pur apprezzando lo sforzo di chi ha introdotto la pellicola di colore verde, il risultato non è così bucolico, ma in verità il parcheggio nel prato è solo temporaneo e quando il tutto viene portato in cascina il panorama riprende le sue forme naturali.

Il fieno

Per nostra fortuna, il fieno, che sia essiccato totalmente in campo, o che venga fasciato, rimane un foraggio insostituibile e fintanto che ci saranno i bovini a mangiarlo potremo godere della vista dei prati. In un’epoca in cui tanto la si declama, dobbiamo ricordare che il prato è il custode più prezioso della biodiversità vegetale. Un vero e proprio condominio di essenze erbacee di ogni genere e specie.Fieno Inoltre, lo spettro della CO2 ha sostituito quello del conflitto nucleare, i 100 quintali all’anno di sostanza secca prodotta da un prato, combinando i minerali assunti dal terreno con il carbonio prelevato dall’aria, non sono da trascurare. Si parla di legame col territorio. E non dimentichiamo che il prato è il risultato di una combinazione tra clima, umidità, esposizione e sostanze disciolte nel terreno. Combinazione tale che difficilmente ve ne sarà una uguale a un’altra.

I ruoli del fieno

Al giorno d’oggi fiorisce il turismo finalizzato al benessere fisico. C’è addirittura chi fa il bagno nel fieno, alla ricerca di pruriginose emozioni. Ci siamo resi conto di aver esagerato nell’uso della plastica, e il fieno viene riscoperto come imballaggio, al posto delle sfogliette di polistirolo. Tornando all’usanza dei pastori che lo mettevano nelle bisacce dei muli per proteggere i formaggi che vi trasportavano. In qualunque epoca il fieno ha sempre avuto il suo ruolo e continuerà ad averlo fintanto che l’uomo continuerà a fare l’allevatore.  Quello che potrebbe succedere il giorno in cui dovesse cancellare questo mestiere è difficile da prevedere, perché la campagna senza prati è come il deserto senza sabbia: inimmaginabile.

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