Vitello tonnato: una classica preparazione natalizia

Fintanto che non si entra in pieno nell’autunno, il mese di dicembre sembra sempre lontano, eppure non c’è scampo: arriva di sicuro.

 

E con lui arriva quell’atmosfera natalizia che divide il mondo tra chi la ama e chi la odia. A dispetto del romanticismo che si porta appresso non è propriamente un mese rilassante, turbato dall’affanno degli acquisti e dell’ansia da regalo sbagliato, ma può contare su un appuntamento che trova tutti d’accordo: il pranzo di Natale.

 

In verità non tutti officiano questo rito propriamente a pranzo: c’è chi anticipa alla sera prima, chi ritarda alla sera dopo e c’è anche chi ci passa sopra e rimanda il tutto alla notte di San Silvestro. Quale che sia il giorno o l’ora, nell’ultima settimana del mese, comunque, si mangia parecchio e tendenzialmente meglio, se per “meglio” intendiamo non tanto ciò che fa bene alla salute, quanto piuttosto ciò che soddisfa il palato.

 

Per farsi del bene occorre una volontà che contrasti le tentazioni della gola e l’uomo, da quando è sulla Terra, è costretto a vivere in equilibrio tra le due forze: cosa non così facile, tanto più in questo mese tentatore. Non resta che orientare le proprie scelte culinarie combinando sapore e leggerezza e in questo la carne del Fassone di Razza Piemontese è una valida alleata.

 

L’elemento che accomuna le tavole bandite per queste feste è il ventaglio di antipasti che, soprattutto in Piemonte, distingue il pasto quotidiano da quello della festa. Tra gli antipasti, da Natale all’Epifania il soggetto ricorrente è il vitello tonnato: ne abbiamo anche conferma dall’andamento delle vendite del girello cotto Coalvi che in quel lasso di tempo raddoppia i volumi. La particolarità di questo prodotto, oltre che nel basso contenuto in grasso, tipico della carne del Fassone, sta nella tecnica di cottura che conferisce una particolare succosità che permette di ridurre la salsa di accompagnamento che, tra uovo, tonno e olio, non è propriamente dietetica.

 

La salsa “tonnata” trae in inganno circa l’origine del nome della specialità gastronomica di cui è condimento. Il vitello tonnato deve infatti il suo nome all’aspetto simile al tonno che assume il girello dopo la cottura, sia per il colore sia per la compattezza. Salsa a parte, rispetto al tonno è anche più magro, e quando è Coalvi è pure garantito all’origine di Razza Piemontese. E scusate se è poco.

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