L’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi con gli allevatori della Piemontese

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In occasione della presentazione del libro “Carne e Salute” ad Anzano del Parco (Como) il 25 novembre scorso, l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, si scusa per la sua assenza ma appoggia pienamente l’iniziativa di Coalvi con il messaggio che riportiamo integralmente di seguito.

 

Mangiare carne inquina, mangiare carne fa male alla salute, mangiare carne è contro l’etica umana. Quante volte ultimamente abbiamo sentito ripetere come un mantra queste frasi sgangherate, purtroppo anche in prima serata sulla tv pubblica. Se qualche anno fa si intravedeva solo da lontano un pericolo reale per la nostra economia, per la nostra alimentazione e per la nostra cultura oggi gli attacchi allo stile di vita onnivoro sono costanti e celano macro interessi finanziari che non dobbiamo sottovalutare.
In che modo si possono contrastare queste fake news? Con i numeri: quindi con la scienza e con la ricerca. Ritengo dunque particolarmente importante organizzare incontri come questo, dove medici, biologi e nutrizionisti portino dati contro le suggestioni.
Sulla sostenibilità ambientale innanzitutto. I dati ufficiali ci dicono come la zootecnia, additata da molti come la principale causa di emissioni in atmosfera, contribuisca in realtà solo al 5% delle emissioni totali in Italia. Tra l’altro è opportuno ricordare come la CO2 delle produzioni zootecniche sia frutto di un riciclo di quella già presente. Recenti studi ci dicono che la quantità di carbonio catturata è del 10% più elevata di quella emessa. Si può migliorare? Certo, ed è nell’interesse di tutti rendere sempre più innovative le nostre stalle per fare in modo che siano sempre più sostenibili sia a livello ambientale che economico, ma la base di partenza deve essere chiara a tutti.
Sugli effetti riguardanti la salute dell’essere umano lascio ovviamente argomentare coloro che interverranno, qualificati più del sottoscritto in ambito sanitario, ma non posso fare a meno di notare la strumentalizzazione che a livello politico si è creata su questo tema: dalle uscite allarmistiche di alcuni organismi internazionali fino ai tentativi di bollare la dieta mediterranea con il semaforo rosso.
Non possiamo nasconderci dietro un dito: questi attacchi celano interessi economici giganteschi. Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano, dall’agricoltura alla ristorazione, rappresenta il 15% del Pil nazionale, ed è primo in Europa per valore aggiunto agricolo. Alcune multinazionali straniere, che non potranno mai competere con le nostre imprese in termini di qualità, hanno l’obiettivo di danneggiarlo per prendere una fetta di consumi. Noi italiani abbiamo però il dovere di difenderlo perché rappresenta un patrimonio inestimabile. Recentemente ho proposto di iniziare a prevenire il problema, vietando cibo da laboratorio nelle mense scolastiche. Non vorrei che queste battaglie economiche coinvolgessero i nostri ragazzi, la loro educazione alimentare e il loro futuro.
Saranno anni di forte contrapposizione ideologica e politica sul tema. Per questo la politica ha bisogno del supporto di professionisti che siano in grado di rendere oggettivi alcuni numeri di partenza. Ringrazio davvero tutti coloro che interverranno stasera. Mi spiace non poter partecipare di persona, ma sono sicuro ci saranno presto altre occasioni per incontrarci.
Viva la zootecnia italiana.
Fabio Rolfi