Il Sistema di Qualità Nazionale riconosce la produzione del Fassone di Razza Piemontese

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SQN: sotto questa sigla è nato un progetto di grandissimo respiro varato dall’Unione Europea con il regolamento 1305 del 2013 e che ora, finalmente, permette la raccolta dei primi frutti.

 

SQN sta per “Sistema di Qualità Nazionale” e si pone il fine di identificare e valorizzare quelle produzioni figlie di una specificità territoriale o di una particolare abilità professionale o che, comunque, si propongano sul mercato con una qualità che supera ampiamente i parametri commerciali standard. Una qualità che ha bisogno di distinguersi per dare il giusto riconoscimento a chi la produce e che ha bisogno di essere distinta sul mercato, per orientare correttamente il consumatore.

 

Specificità territoriale, abilità professionale e qualità superiore alla media sono tre concetti che il “Fassone di Razza Piemontese” incarna alla perfezione ed è per questo che il Consorzio di Tutela della Razza Piemontese, meglio noto con il proprio marchio Coalvi, non ha esitato a proporsi come capofiliera nella definizione di uno specifico disciplinare di produzione e nella richiesta di riconoscimento presso il Ministero competente. Un iter burocratico che si è aperto il 22 novembre 2016, con il decreto di approvazione, e si è chiuso l’11 gennaio 2019 con il varo del piano dei controlli, tracciando la linea di partenza di un processo di certificazione che sta avviandosi alla conclusione.

 

Delle 900 aziende che hanno chiesto di aderire al Sistema, 810 sono aderenti al Coalvi e hanno superato le procedure di verifica di rispetto del Disciplinare, col sopralluogo dei tecnici e l’analisi dei foraggi somministrati in mangiatoia. Un lavoro capillare che ha richiesto un’assistenza qualificata dove occorreva correggere la gestione e adeguarla allo standard previsto e che si è svolto, e si svolge tuttora, sotto la supervisione di un Organismo di Controllo incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole, che legalmente è il titolare del Disciplinare.

 

La qualità della carne del Fassone parte da una caratteristica genetica propria della Razza Piemontese che tuttavia si esprime al meglio solo con una cura particolare nell’alimentazione. Per questo motivo il Disciplinare ammette una rosa ristretta di alimenti tra cui il fieno, i cereali, le leguminose da granella, le barbabietole e relativi derivati. I cereali, che sono la fonte energetica principale, rappresentano la quota prevalente e, con la giusta combinazione con gli altri alimenti, assicurano una razione giornaliera con il 35% di amido e il 12% di proteina: la combinazione migliore per sostenere la crescita dell’animale e ottenere una carne con quella tenerezza per la quale il Fassone è divenuto famoso.

 

L’accreditamento delle aziende è ancora in corso e nel 2021 si prevede di poter riconoscere altre 200 aziende e la maggior parte dei macelli, del laboratori di sezionamento e delle macellerie del circuito Coalvi. Il processo non è certamente rapido né facile e all’accreditamento di nuove aziende si accompagna la verifica di quelle già accreditate, che si deve ripetere annualmente, ma questo è il prezzo da pagare a fronte del valore che questa nuova certificazione potrà esprimere.

 

SQNZ Fassone di Razza Piemontese

 

La prima carne etichettabile con questa nuova qualifica sta facendo ora la sua comparsa nei primi banchi vendita. Non è un prodotto nuovo, perché la qualità della carne del Piemontese, in generale, per il suo basso tenore in grasso e la sua tenerezza, ha sempre saputo distinguersi, ma una cosa è certa: il “Fassone di Razza Piemontese” deriva da un Sistema di Qualità Nazionale normato a livello europeo che ne certifica la qualità superiore.

 

Un elemento in più per valorizzare una tradizione storica che non potrà mai competere sui numeri, ma si fa valere per il suo rapporto con il territorio e sulla qualità del suo prodotto.