San Giovanni: la salita in alpeggio della Razza Piemontese con Coalvi

Il giorno di San Giovanni è festa patronale in oltre 200 comuni italiani, compresa la città di Torino. È la classica mezza festa: per chi vive a Torino ma lavora in cintura è un giorno come un altro, mentre chi ha l’ufficio a Torino, ma abita altrove, saluterà i suoi concittadini intenti a bollare la cartolina mentre caricherà in macchina lo zaino per andarsi a fare una gita in montagna; probabilmente la prima della stagione.

 

Oltre alla festività che gli ha concesso l’astensione straordinaria dal lavoro, il fortunato pendolare metropolitano potrà condividere la giornata con un’altra ricorrenza, vissuta con meno mondanità ma con molta più passione: la salita delle mandrie in montagna. Giovanni e Michele sono i due Santi che segnano rispettivamente il giorno di apertura e quello di chiusura della stagione di alpeggio (24 giugno e 29 settembre), marcando due date che in passato erano di riferimento ufficiale nei contratti di affitto delle cascine di pianura e delle malghe alpine.

 

Lo spostamento della mandria e di tutte le masserizie non è propriamente una gita fuori porta e la necessità di coinvolgere parenti e amici per dare una mano a condividerne onori e oneri porta a prediligere i fine settimana, quando è più facile averne la disponibilità.  Se quel 24 giugno cade di sabato, al gitante sarà dunque offerta la colonna sonora dei campanacci che rintoccano al collo delle vacche intente ad arrancare sulle vie degli alpeggi; diversamente arriverà a concerto già finito, o ancora da iniziare.

 

Periodicamente, con la stessa frequenza con cui il Natale cade di lunedì, le due ricorrenze cadono nel fine settimana ed è l’anno in cui si potrebbero rispettare le date storiche, anche se, trattandosi di un’impresa che coinvolge l’intera famiglia, nel decidere quando realizzarla occorre conciliare le esigenze di tutti i componenti. Spesse volte la discesa abbandona il calendario voluto dalla tradizione per adeguarsi a quello imposto dalla scuola. La discesa dagli alpeggi, comunque, seppur oggetto di spettacolo in molte valli (come la “desmontegada” in Trentino) non crea la stessa entusiastica aspettativa della salita, per cui è solamente San Giovanni a rimanere un traguardo atteso con impazienza, al pari dell’ultimo giorno di scuola.

 

Oltre a permettere un utilizzo molto razionale delle risorse foraggere, spostando gli animali seguendone la disponibilità, la transumanza riveste un ruolo chiave dal punto di vista ambientale, assicurando la manutenzione a un territorio particolarmente fragile, a beneficio del paesaggio e della sua stabilità nel tempo.

 

In Piemonte ogni anno salgono in alpeggio 50.000 bovini, e dalle prime pendici delle Alpi Marittime alle ultime delle Cozie la Razza che domina incontrastata è la Piemontese.

 

Tra le virtù di questa Razza, dunque, figura anche il suo contributo nel tenere viva una tradizione così importante che troppe volte l’escursionista alpino vede come uno scontato accessorio alle montagne che frequenta, o peggio ancora come un’ingombrante presenza, senza capirne il vero significato.

 

Per questo motivo Coalvi ha curato la pubblicazione di un libro fotografico che aiuta a calarsi in questa realtà con il giusto approccio, per interpretare lo spirito con cui il margaro porta avanti tenacemente il suo lavoro e capire che il paesaggio di cui può godere ogni volta che attraversa un pascolo è il risultato di quel lavoro. A rafforzare l’iniziativa quest’anno, nella settimana in cui cade il giorno di San Giovanni, Coalvi mette a disposizione dei clienti delle macellerie associate una copia di questo libro che verrà consegnato gratuitamente fino ad esaurimento scorte.

 

Un’edizione speciale, con un prezzo di copertina che non si paga aprendo il portafogli, ma aprendo il cuore; aprendolo verso i nostri allevatori, guardiani silenziosi di quelle montagne che, grazie al loro lavoro, potremo lasciare ai nostri figli così come ce le hanno lasciate i nostri padri.

 

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