Va in onda la Piemontese

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La prima puntata della fiction “La Sposa” andata in onda su Rai Uno domenica 16 gennaio accende le polemiche ai due estremi dell’Italia.

 

La storia su cui si basa lo sceneggiato è quella di una giovane donna della Calabria (interpretata da Serena Rossi) che viene ceduta in sposa per procura a un agricoltore vicentino (nei panni indossati da Giorgio Marchesi). Uno squallido matrimonio combinato a suon di monete da uno spietato mediatore di stampo assai meno filantropico dei nostrani bacialè d’un tempo (così si chiamavano in Piemonte i cercatori di anime gemelle).

 

Le critiche a questa produzione partono dalla Calabria, che si vede cucita addosso l’immagine di una regione sottomessa, e rimbalzano in Veneto, che si ritiene offeso per l’eccessiva rudezza dei personaggi vicentini, così come viene offerta agli spettatori. In mezzo ci si mette pure la Puglia che ha ospitato le riprese che, di fatto, l’autore colloca in una regione con cui nemmeno è confinante.

 

A parte il campanilismo della terra dei trulli, il fil rouge della discordia è il razzismo tra Nord e Sud che bolla il primo come cafone e il secondo come indigente.

 

In tutto questo, qualcosa da rivendicare ce l’avremmo anche noi, ma senza polemica e, anzi, con un moto d’orgoglio. C’è una scena in cui la sposa, nella sua nuova vita, viene mandata in stalla a mungere. Siamo negli anni sessanta ed è un’operazione che viene fatta a mano. Siamo negli anni sessanta e la produzione di latte non è ancora monopolizzata dalle Frisone. Tra tutte le razze bovine che all’epoca facevano un po’ di tutto, c’era anche la Piemontese ed è proprio una bella Piemontese quella con cui l’attrice si cimenta con sgabello e secchiello, ingaggiando una simpatica battaglia con la coda della vacca che, ritmicamente, le spennella il viso.

 

Lungi dal rivendicare qualsivoglia diritto, in qualità di tutori della Razza, siamo fieri della scelta del produttore tanto più che la bovina in questione ambascia con cura le migliori caratteristiche della Piemontese, tra finezza e sviluppo muscolare e vanta pure un’eleganza all’altezza dell’improvvista bergamina. Nel caso specifico si aggiunge anche una buona dose di docilità, assai preziosa per l’incolumità di Serena Rossi. Bravissima nel suo mestiere di attrice, ma cresciuta in una famiglia di musici e cantanti, più vicina alle stelle che alle stalle.

 

Stupisce che negli anni sessanta nel vicentino ci fosse la Razza Piemontese: forse c’era, ma non lo sapevamo. Stupisce, al punto da far dubitare che sia vero, che oggigiorno vi sia rimasta una vecchia stalla con le Piemontesi disposte groppa a groppa. C’è dunque motivo di ipotizzare che la scena sia stata girata nella terra d’origine della Razza, riesumando una vecchia stalla non ancora convertita a tavernetta.

 

Ma non facciamo come la Puglia, che lamenta un beneficio regalato ad altre lande. Vedere una bella Fassona su Rai Uno non è cosa di tutti i giorni e, foss’anche stata casuale, è stata un’ottima scelta, che non possiamo che apprezzare.